Risveglio di coscienza

Terremoti: il significato spirituale

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Ciao, dopo l’ennesima potentissima scossa del giorno 30 ottobre sono stato “costretto”,sulla base di una spinta insopprimibile, a cercare di comprendere. Naturalmente questa comprensione non può essere razionale ma deve superare i limiti del mentale. Deve nascere dal centro del cuore per poi espandersi all’esterno.

La spinta è stata un senso di forte turbamento interiore misto a un senso di intensa compassione. Ho iniziato le mi ricerche sul web che mi hanno permesso di spalancare le porte della percezione sottile. Questa catena interminabile di terremoti ha colpito il cuore antico dell’Italia. Abbiamo visto crollare case, abbazie, chiese storiche che resistevano da centinaia d’anni. L’antico si è sbriciolato. Il cuore antico è stato profondamente ferito ed è sanguinante.

Al cuore, centro delle emozioni e dei sentimenti,viene chiesto di rinnovarsi. Gli effetti dei terremoti si sono avvertiti in tutta Italia toccandoci dentro indistintamente e turbandoci.

Tutti noi siamo stati prima presi da un forte impulso di sopravvivenza e dalla paura della difesa del territorio, ma dobbiamo andare oltre e leggere i simboli e i segnali più profondi. Ci viene richiesto in maniera “forte” di cambiare dentro proprio partendo dal nostro centro pulsante e vivo.

C’è una forte richiesta di sentirci uniti, compassionevoli, legati da una sorte comune inseparabile. Non prendiamo questi terremoti come una punizione, una vendetta e un pretesto per accentuare la nostra rabbia e senso di ribellione.

Oppure per chiuderci ancora di più nell’egoismo e nel piccolo mondo. Non possiamo continuare ad essere e fare ciò che siamo stati o abbiamo fatto fino ad oggi. Ciò non può accadere o se accadrà sarà una escalation.

La Terra assorbe tutto ciò che gli esseri umani hanno prodotto in questi cento e più anni di guerre, di terrore, di dolore e separazione (il karma). Il terremoto nasce dalla separazione, poiché 2 e 4 sono i numeri del terremoto del 30 ottobre alle ore 7 e 41. Esso nasce dalla separazione ma sembra indicarci la strada del 6 ossia del superamento del superfluo e della congiunzione oltre gli opposti. Il 6 dona incondizionatamente poiché ha compreso profondamente chi esso sia e si è sganciato dalle dipendenze. Esso è autonomo e cerca di donare incondizionatamente insegnando l’autonomia al prossimo.

Abbiamo vissuto per tanto tempo come se le nostre esistenze fossero disgiunte le une alle altre. Non siamo stati in grado di sentirci connessi tra di noi, alle Madre Terra e al mondo sottile dello spirito. Abbiamo vissuto come se esistesse soltanto la nostra esistenza individualista e ciò che possiamo toccare con mano, ignorando il mondo invisibile.

Non possiamo rinnegare questi movimenti violenti della terra scrollandoci le spalle e andando avanti come se nulla fosse accaduto. Non possiamo affogarci nel piacere materiale effimero voltando le spalle al dolore, alla sofferenza e all’urgenza di cambiare. Tutto questo per scongiurare il terrore di guardarci dentro e sentire le connessioni che ci legano al tutto. Non possiamo più sentirci come prima, negando i grandi movimenti evolutivi della terra e dei suoi abitanti.

Il terremoto che squarcia l’Italia nel cuore (assimilabile a un forte infarto), ci richiede di rinnovare i nostri cuori facendoli risplendere emergendo dalla polvere del vecchio. Le nostre storie personali di sofferenza, di privazione o sofferenti di profonde ferite non potranno più giustificare una biografia egoista, autoreferenziale e di difesa del proprio misero territorio. Non commettiamo l’errore di chiuderci ancora di più in noi stessi sfuggendoci. Non rifiutiamo la vita poiché rifiuteremo così noi stessi nella nostra essenza. Sentiamo la compassione intesa come comprensione di un disegno più ampio di una limitata esistenza segnata dal correre dei giorni.

Ci sono state delle importanti perdite durante questi due lunghissimi mesi. Perdite di vite, perdite delle abitazioni, degli animali, delle cose. C’è un vuoto, un senso di smarrimento, una perdita di tutti i punti di riferimento. Ma non è soltanto nella materia la grande perdita ma nei nostri attaccamenti mentali.

La perdita più grande è quella delle nostre convinzioni personali, della nostra mentalità riduzionista e materialista, del determinismo. La perdita riguarda ciò che abbiamo sempre pensato essere immobile nel nostro mondo mentale, credendo fermamente di non dover progredire ripensandoci. Dobbiamo fare ora i conti con noi stessi, non vi è via di fuga possibile.

Non possiamo più scappare di fronte al turbamento interiore, alla tristezza che ci assale, all’angoscia. Questo mondo oscuro che emerge va guardato con intensità e senza giudizio. Proprio ora dobbiamo guardarci e non c’è tempo per rimandare.

Voglio chiudere questo post con le potentissime parole dell’Apocalisse che servano ancora di più a scuotere le nostre coscienze..

1 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il «Dio-con-loro». 4 E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate». 5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci. 6 Ecco sono compiute! Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita. 7 Chi sarà vittorioso erediterà questi beni; io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio. 8 Ma per i vili e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte».”

Apocalisse di Giovanni (20,7-21,8) Nuovo Testamento

p.s. condividi per permettere anche ad altri esseri umani di conoscere, grazie con il cuore.

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti. Autore di 3 libri e un e-book.
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