Risveglio di coscienza Spiritualità

Come svincolarsi dalle emozioni negative

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Ciao amico/a del Nuovo Mondo,

dopo tanto tempo riprendiamo un argomento cruciale che sta a cuore a molti: le emozioni (negative e superiori). Premetto che questo argomento meriterebbe giorni di trattazione approfondita e sperimentazione sul campo. In questo post provo sinteticamente a tracciare delle linee guida operative. una sorta di manualetto tascabile di emergenza. Potrai stampare il post, se vuoi, e utilizzarlo al bisogno. Anche in piena emergenza da shock emozionale.

Emozione dal latino “emovere”  ha il significato letterale di venire fuori da, muoversi da. Indica quindi un movimento, un dinamismo, una sorta di stato di flusso. Se leggi un qualsiasi manuale di psicologia ci sarà la descrizione dettagliata di cosa sia un’emozione, come funziona e a cosa serve. Seguendo questa impostazione seguirà la sensazione che qualsiasi emozione sia utile a preservare la tua stessa sopravvivenza e che le emozioni non siano altro che un segnale di allarme che deriva dall’ambiente. Sappi che queste sono soltanto le basi e non ti porteranno molto lontano poiché continuerai ad avere le tue crisi emotive che ti terranno sempre soggiogato. Molte emozioni negative che proviamo quotidianamente non hanno la funzione di sopravvivenza ma sono completamente inutili e non solo anche molto dannose per noi! Poiché esse producono un a perdita di energia e consapevolezza quasi si tratti di una emorragia senza fine.

Le emozioni (che d’ora in poi chiameremo negative) cosa comportano e come funzionano? Partiamo da un assunto impietoso che dobbiamo avere la sincerità di riconoscere: noi siamo meccanici e le emozioni negative fanno parte di questo stato di meccanicità. Come scrive giustamente E.J. Gold (in la Macchina biologica, Il lavoro pratico su sé stessi), che riconosciamo come uno dei più grandi alchimisti contemporanei, se non partiamo da questo riconoscimento non possiamo migliorarci. L’immagine che Gold usa è quella di uno stagno che ogni tanto viene turbato dalle riverberazioni di un sasso lanciato in acqua. Hai presente quelle onde che si creano lanciando un sasso? Queste onde non agiscono solo sulla superficie dell’acqua ma anche sul suo fondo. La nostra macchina biologica offre la sua completa disponibilità ad essere attraversata da queste riverberazioni. Ciò che noi avvertiamo dell’emozione è il risultato sul piano fisico (centro motore).

Dal punto di vista neuroscientifico l’emozione è un viaggio ormonale dal cervello ai recettori cellulari. Dopo aver sviluppato l’abitudine a creare emozioni negative il corpo diviene il vero cervello. Quindi noi proviamo l’emozione prima ancora di sentirla o di comprendere ciò che sta accadendo. Le cellule divengono degli “habituè” di certi stati emotivi e si adattano sino a vero e proprio rapporto di dipendenza. Il corpo comanderà il cervello.

L’emozione negativa diviene quindi un’abitudine malsana consolidata, che comanda i nostri centri mentali e nei cui confronti ci sentiamo impotenti. Spesso gli amici che vengono ai corsi mi chiedono con impazienza di conoscere come gestire queste emozioni. Prima di passare alla parte operativa dobbiamo però conoscerci e comprendere a fondo come funzioniamo.

L’emozione negativa è una sorta di reazione elettrica a stati di shock e sollecitazione esterni a noi. Se abbiamo un minimo di padronanza nell’osservarci mentre siamo attraversati da queste scariche elettro-chimiche vedremo la macchina contorcersi come un animale. In quel momento non c’è padronanza (non c’è nessun padrone se non l’emozione stessa) e siamo soltanto in una fase reattiva. L’emozione trova un conduttore (il nostro centro motore) e quindi può agire indisturbata e imporre dei comandi alle aree cerebrali che a loro volta continueranno a spingere ormoni attraverso i neuropeptidi. Insomma è un circolo vizioso.

In nessun caso possiamo attribuire la responsabilità di stati interni ad eventi o fatti o persone esterne. L’emozione negativa è presente in noi. Non prendiamocela con il mondo, con la gente, con la società o le religioni. Noi produciamo l’emozione negativa. Assumiamoci totalmente la responsabilità di questi stati!

Gesù diceva di amare i tuoi nemici e per tuoi intende ciò che è dentro di te e non fuori. Non prendere a pugni delle ombre ti sfiancheresti senza risultati.

Come giustamente scrive E.J. Gold, il nostro stato di schiavitù nasce dalla soddisfazione del sentirci accettati dal prossimo. Questo comandamento ci costringe ad adottare tutti quei comportamenti meccanici che soddisfano questa esigenza. Senza chiederci se è corretto per noi e per il nostro risveglio. La macchina biologica diviene soltanto lo strumento di trasmissione di questi impulsi meccanici – elettrici. Il sé non meccanico viene sepolto da queste ondate elettriche, scomparendo.

Sono totalmente d’accordo con il grande alchimista americano: il sentirci accettati, il seguire l’opinione dominante per non sentirsi sminuiti è uno dei problemi centrali. Siamo stati allevati con questa convinzione e ciò potrebbe essere la grande causa della produzione delle emozioni negative che costituirebbero una sorta di maschera sociale (protettiva).

Dobbiamo quindi, all’atto pratico, imparare ad APRIRE LE ACQUE, ossia creare le condizioni interiori affinché non avvenga costantemente questa riverberazione attraverso il corpo e i centri nervosi.

 

Dobbiamo sviluppare una Volontà superiore e speciale che ci permetta di non vivere più queste condizioni di sudditanza. Per fare questo abbiamo bisogno di OSSERVAZIONE PURA dei fenomeni che ci attraversano. L’osservazione prevede un certo grado di distacco dal fenomeno, come farebbe uno scienziato, e con un certo grado di pietà per gli stati miseri della macchina. Non c’è giudizio e non c’è senso di superiorità. Soltanto distacco e osservazione di ciò che accade. Potremmo anche fare una sorta di resoconto scritto e verbale dei fenomeni (cosa che ho fatto spesso con grande profitto). Alziamo quindi i livelli di vigilanza, creiamo nuove condizioni e disabituiamo la macchina.

Comincia fin da subito ad esercitarti nella vita pratica. Sfrutta qualsiasi episodio crei delle crisi emotive e utilizza questa nuova prospettiva. Accadrà qualcosa di diverso, sotto certi aspetti di sorprendente. Dobbiamo imparare a dominarci nell’espressione delle manifestazioni negative: lamentele, giudizio, critica e negatività. Perché queste le diamo per scontate e fanno ormai parte integrante del nostro modo di essere. C’è una assuefazione a queste energie che crea dipendenza. Noi pensiamo di essere così e in qualche modo ci sta bene. Quando ci viene proposto di allenarci per cambiare una parte consistente di noi rifiuta questa ipotesi poiché siamo drogati di emozioni negative.

Dobbiamo alzare i livelli di attenzione interna rispetto all’ordinarietà. L’attenzione attiva i centri superiori e a sua volta le emozioni superiori.

Le emozioni superiori sono sentimenti di irradiazione che nascono dal centro del cuore. E’ pura energia che non necessità di spiegazione razionale. Esse sono legate al sé non meccanico e possiamo avvertire una vera sintesi cosmica in loro presenza. Quando si è in presenza di persone che irradiano questa energia emozionale dal cuore lo sentiamo e non c’è bisogno di parole. Questo tipo di emozioni possiamo anche denominarle sentimenti.

 

La semplice osservazione, grazie all’influenza del sé non fenomenico, provocherà lentamente dei mutamenti, ed è l’unica tecnica che ci permetterà di cambiare le nostre abitudini organiche senza sostituirle con altre peggiori.

E.J. Gold

ALCUNE DOMANDE O RIFLESSIONI DEI LETTORI

Mi scrive Alessandro: secondo me le emozioni negative vanno semplicemente guarite ossia rilasciate. Se rimangono al nostro interno sono molto pericolose. Osservazione: guarire e rilasciare sono due livelli di comprensione differenti, ma credo che non sia corretta né l’una né l’altra soluzione. Non si tratta di guarire ma di osservare e comprendere. Ciò che osservi o si scioglie o si trasforma. Quanto al rilasciare ossia quello che moltissimi fanno (infatti ci troviamo in un mondo tossico), è una soluzione banale ma non da alchimisti. Nel tragitto di un alchimista è prevista una fase in cui le emozioni negative non vengano espresse. Non sto facendo riferimento alle emozioni di sopravvivenza ma alle emozioni negative riflesse dalla macchina. Non si tratta di repressione come spesso viene frainteso. C’è una volontà di non farsi travolgere da ciò che non appartiene al nostro sé essenziale. Questa non è repressione. La vera repressione è vivere nelle condizioni di schiavitù mentale!

Mi scrive Giuseppe che lui è attraversato da terribili pensieri che producono emozioni negative e squarciano il sereno come un fulmine. Osservazione: lo abbiamo scritto che le emozioni negative sono delle scariche elettriche che si riverberano nella macchina. Quando l’emozione negativa si produce in tutta la sua intensità è difficilissimo arginarla. Con i pensieri inoltre non possiamo lavorare se inesperti, poiché troppo rapidi. Il nostro pronto soccorso è lavorare sul centro motore direttamente e quindi sulla parte visibile e tangibile dell’emozione negativa. In particolare se lavoro sulle sensazioni sto osservando intensamente e producendo un fuoco alchemico. Quindi caro Giuseppe non soffermarti sui pensieri ma lavora sugli effetti della scarica elettrica.

Mi scrive ancora Pantzy: anche se ho lottato tanto per la positività è successo esattamente l’opposto. Osservazione: vedi Pantzy quella con le emozioni non è una lotta anche se richiede l’affermazione di una forte volontà. Non è una lotta perché non si può dichiarare guerra alle ombre. Per poter vincere l’ombra serve la luce e la luce è data da una nuova coscienza (una coscienza illuminata). Più lotti contro l’ombra e maggiormente prende possesso della tua vita. Prova ad entrare in una stanza buia e acchiappare l’ombra: sarà un’impresa disperata. Accendi la luce e l’ombra svanirà in un attimo..

Se ti è piaciuto questo post a cui ho dedicato molta energia ti chiedo di farlo conoscere a chi vuoi bene. Ne trarrà giovamento.. GRAZIE.

Se hai delle osservazioni o domande elaborale nei commenti sarò lieto di risponderti oppure di creare direttamente un nuovo post.

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti. Autore di 3 libri e un e-book.
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