Risveglio di coscienza

Come uscire da una routine da incubo!

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Amico/amica del Nuovo Mondo ciao, hai trascorso anche oggi la solita giornata di routine? Sveglia presto, al lavoro nel traffico, solite facce al lavoro, il caffè, le pratiche da sbrigare. E poi accompagna i figli in palestra o al calcio. Cucina, stira, lava. Che PA..LE! Vero? Pensi che sia ineluttabile vero? Che sarà sempre così? Pensi che questa sceneggiatura ti sovrasti e che tu non possa apportare alcuna modifica..CHE INCUBO VERO?

Perdonami l’incalzare delle domande: quanta creatività c’è in tutto ciò? Quanta padronanza? Quanta volontà?

Sembra che tutta la tua creatività sia schiacciata da un sistema di vita che va avanti per conto suo indipendentemente dalla tua volontà.

Più ti opponi e maggiormente ti opprime, più fai pressione e maggiormente ottieni pressione. Come se spingessi un muro per spostarlo. E’ duro vero?

E’ un sistema di pensiero e di vita che va avanti da sempre e si perde nella nostra fanciullezza. Basti pensare a come sia strutturato il sistema educativo (molto poco educativo nel senso di tirare fuori le parti profonde dell’essere) in una maniera “costrittiva/repressiva”. Chi va bene a scuola? Chi si adegua. Qual è il cittadino modello? Chi va avanti per forza di inerzia adeguandosi alle regole sociali, come un burattino. Se alzi la testa? Sei costretto ad abbassarla velocemente. Se non ti conformi? Sei un’anomalia, un alienato, un esiliato, un pazzo.

La gran parte dei giochi si compiono nella nostra interiorità riconciliandosi con i “Principi” abbandonati da una vita. La prima franca operazione è il riconoscimento della fragilità della nostra vita di sonnambuli. Sappiamo tutti che il “naufragare è dolce” crogiolandosi nelle abitudini e certezze gestite dalla nostra personalità. Hai presente quello stato di disagio che vivi quando sei costretto a lasciare anche per poco tempo questa dolce routine? Pensa ad un episodio banale: percorri sempre la stessa strada tutti i giorni. Una mattina trovi quella strada interrotta e sei costretto ad inventarti un altro giro. Quanto fastidio provi? Eppure in quella interruzione potrebbe esserci una fonte di vitalità. Di la verità in questi casi fai di tutto per tornare alla normalità vero? Normalità ossia essere nella norma. La normalità è la morte dell’essere, è l’antitesi della vita profonda.

La vita (quella reale) non è normalità ma è dinamismo e vitalità. Quindi la routine, la normalizzazione sono una violazione delle regole della vita. Una sorta di sospensione dell’ordine naturale delle cose. La vita è fatta di caos/entropia e nuova stabilità (in un altro ordine delle cose). Se tu non introduci elementi di creatività nella tua esistenza la vita naturale le introdurrà attraverso il caos.

Il caos o entropia è l’elemento agente “mercuriale” destinato a far saltare un ordine fasullo. Quelle che noi chiamiamo disgrazie sono gli elementi di costruzione di un nuovo equilibrio. Se non lo fai tu lo fa la vita. La sceneggiatura del cittadino modello bravo soldatino è una costruzione artificiosa che viola le regole della natura e non rispetta la magnificenza dell’essere umano.

 

Sarebbe auspicabile sovvertire quest’ordine volontariamente agitando le acque interiori e sciogliendo una cristallizzazione eccessiva (quasi una sorta di mummificazione) della nostra struttura della personalità. L’invecchiarsi è questo: non è solo una questione cellulare ma una fissità nella personalità.

Si racconta tanto il cambiamento. Tutti si sbrodolano addosso parlando di cambiamento. Eppure quando si parla di destrutturazione della personalità subentra una paura insormontabile. Sembra quasi di guardare la morte.

Questa destrutturazione è costituita da piccoli passi. Inesorabili e continui.

PRIMO PICCOLO PASSO

Cerca qualche atteggiamento fisico e mentale su cui ti appoggi per sentirti sicuro di te. Una postura, un modo di dire, un intercalare, un modo di relazionarti. Una volta individuato guardalo attentamente con compassione. Ogni volta che sorge guardalo. Stai già spezzando uno schema rigido della tua macchina biologica. Passa alla fase 2: invertilo, inserisci uno schema voluto da te. Introduci un elemento di novità volontario all’interno di un circuito fisso e inesorabile. Capovolgi l’abitudine. Sentirai l’attrito da ciò che la sceneggiatura prevede e ciò che vuoi introdurre te nel film. E’ come se durante la proiezione di un film saltassi dentro e divenissi tu attore per un attimo. Al regista e al produttore salterebbero i nervi (anche agli spettatori). Ricordi la scena finale di The Truman Show? Cosa dice il regista a Truman? Ti ho creato io! Il sistema ti ha allevato e creato e non permette interferenze.. Allora forza e coraggio e inizia. Svolgi questo per almeno una settimana.

SECONDO PICCOLO PASSO

Sei consapevole di quale immagine di te proietti nel mondo? Nel film Matrix Neo parla dell’immagine residua di sé. Come ti vede la tua famiglia? I tuoi figli e tua moglie? Questa immagine è fissa oppure vitale? Se vuoi puoi anche chiederlo alle persone sincere con te: come mi vedi? Sarà una prova interessante. Probabilmente avranno le idee chiare nel dare una definizione di chi appari. Questo sarà il dramma. Più saranno fisse e certe le definizioni e maggiormente sarai identificato negli schemi dell’IO BIOGRAFICO. L’altro piccolo passo sarà introdurre gradualmente delle modifiche inaspettate a questa immagine residua. Alcuni esempi che potranno apparire banali: non porti mai un cappello? Indossa il cappello. Oppure togli gli occhiali. Porti i capelli lunghi? Tagliali. Sei sempre razionale e dici cose sensate? Introduci un po’ di eccentricità e stravaganza. Non ridi mai? Ridi! Insomma introduci elementi che possano alterare quella certezza che risiede in chi ti conosce di trovare sempre la stessa persona. Destabilizza moderatamente i tuoi interlocutori. Probabilmente vedrai sorgere sulle loro teste un punto interrogativo. Bene, siamo sulla strada. Può iniziare la crisi dell’IO BIOGRAFICO. Svolgi questo passo per almeno due settimane.

TERZO PICCOLO PASSO

Completiamo questo lungo post con il terzo piccolo passo. ATTENZIONE: non arrivare a questo punto se non hai prima svolto con diligenza i primi due. Introduci nella tua vita almeno un elemento di novità al giorno per almeno tre settimane. Lavora proprio su quei settori in cui senti di non muoverti: lavoro, casa, affetti, relazioni. Introduci elementi di novità. Piccole modifiche. Cambia strada, usa la mano sinistra per aprire le porte, non salutare tu per primo i tuoi condomini, aspetta a parlare prenditi molto più tempo, scrivi un diario se non lo hai mai fatto, balla e canta, spegni il televisore, lasciati spettinato/a.

Osserva il giudizio che sorge quando introduci queste novità e le resistenze interiori a farlo!

Questo è soltanto l’inizio. Se hai pazienza di seguirmi..

Fai girare il post se ti è piaciuto e lo hai trovato utile.

 

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti. Autore di 3 libri e un e-book.
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