Risveglio di coscienza

Come trasformare le relazioni disfunzionali

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Amico/a ciao,

con questo post voglio approfondire la tematica delle relazioni affettive, amicali e lavorative.

Se c’è un aspetto della nostra esistenza in cui si manifesta più apertamente un passaggio di coscienza è proprio il fronte delle relazioni. Ammettiamolo sinceramente oggi c’è molta difficoltà a gestire le relazioni in maniera fluida e consapevole. E’ proprio nell’ambito della relazione che si manifesta il nostro stato di coscienza, i limiti dell’ego, le emozioni non espresse e represse.

La tendenza oggi diffusamente in atto è la rinuncia o la fuga. Essa si esprime attraverso un’ostilità manifesta o non espressa e delle generalizzazioni sul genere (maschile e femminile). Siamo ancora abituati a gestire le relazioni in maniera adolescenziale ossia pensando che tutti debbano essere come noi e accontentarci. Quando incontriamo degli ostacoli lungo questa visione incantata entriamo in una fase di avvilimento.

La maggioranza delle relazioni sono disfunzionali perché si basano sulla soddisfazione del proprio ego. Inconsciamente la gran parte degli esseri umani cerca l’appagamento della propria mente attraverso la relazione con l’altro. Questo approccio può causare una soddisfazione momentanea ma non porta lontano.

 

Non sto facendo riferimento soltanto alle relazioni affettive ma anche a quelle famigliari, lavorative e altre. La relazione è la ricerca di un completamento di sé stessi senza abbandonare la tracotanza di sapere chi è l’altro. Ci facciamo un’idea dell’altro attraverso le nostre proiezioni mentali e cerchiamo fondamentalmente un rifugio e delle risposte rassicuranti. Fino a quando questa sorta di manipolazione dell’ego funziona, tutto va liscio come l’olio e le relazioni sembrano idilliache. Quando arrivano i momenti difficili e burrascosi si innalzano i muri di emozioni negative quale il giudizio, il possesso, la gelosia, l’attaccamento, l’invidia. Poiché la mente non trova più soddisfazione attraverso la relazione.

L’essere umano cerca un completamento di sé stesso attraverso la relazione e proprio per questo la idealizza. Si pensa di poter stare bene attraverso i figli, i colleghi e il partner. E’ una forma di dipendenza tossica al pari di una droga. Quando viene meno il piacere della droga emergono i corpi di dolore e le emozioni tossiche. Il piacere della relazione ha sempre la sua controparte.

La strategia saggia ed evoluta sarebbe quella di sfruttare la relazione per osservare la propria inconsapevolezza. P.e. all’interno della coppia (che possiamo vedere come un campo di prova dei propri stati di consapevolezza) si possono sfruttare gli attriti emergenti per potersi osservare consapevolmente. Se provo un disagio, una o più emozioni negative posso creare quello spazio di consapevolezza sapendo che sto provando quei disagi e che il mio corpo di dolore sta emergendo. L’osservazione e la consapevolezza fanno miracoli! Non fatevi prendere dallo sconforto, dall’amarezza, dall’impulso alla fuga e rimanete all’interno di questo spazio di inconsapevolezza che emerge guardandolo. Così avvengono le trasmutazioni!

Altrimenti saremo condannati alla solitudine come via di fuga dalle relazioni. Non una solitudine scelta ma subita per la paura di affrontare i nostri corpi di dolore. Ce la racconteremo e butteremo la responsabilità sempre all’esterno. Non è una strada evolutiva.

Seguo per curiosità alcuni gruppi social sulla dipendenza affettiva e difficilmente incontro qualcuno che ammette le proprie responsabilità. La gran parte (della responsabilità) la addossano completamente all’ex partner (compagno) guardando il lui/lei tutti i demoni e le mostruosità. Questo è un atteggiamento inconsapevole.

Se abbiamo la forza di guardare “oltre” possiamo percepire il campo di consapevolezza che c’è dietro ogni nostro atteggiamento disfunzionale (dietro la mente). Per troppo tempo l’essere umano ha creato il proprio centro di gravità permanente all’interno della mente. Questo antico centro di gravità permanente vuole piegare tutto e tutti alla propria volontà onnivora.

In questi casi l’altro diviene lo strumento delle proprie pretese dell’Ego: lo strumento di realizzazione personale. Non si tratta di una relazione disinteressata e fine a sé stessa. Non possiamo parlare di amore poiché l’Amore incondizionato non chiede nulla in cambio e da soltanto.

Una volta scoperto e sentito il nostro “Essere” oltre gli schemi della personalità sappiamo quale può essere la strategia per affrontare una relazione disfunzionale. La presenza in occasione di una crisi emotiva o corpo di dolore può cambiare lo stato interiore di noi stessi e dell’altro. Pensiamo ad una crisi del corpo di dolore che si può accendere nel rapporto tra te e i tuoi figli o con il partner. Quanti vortici dei corpi di dolore oggi ci circondano e tentano di accalappiarci?

Qualora ti facessi prendere dal vortice di quel corpo di dolore cadresti anche tu in una inconsapevolezza profonda.

Ti sentiresti attaccato, sminuito, giudicato. Rimani presente e osserva questi stati emotivi. Come scrive Eckart Tolle: se c’è infelicità non deriva dalla relazione ma è già presente in te e viene semplicemente risvegliata dallo specchio dell’altra persona. Non maledire nessuno ma lavora su di te. Ricordi ciò che diceva Gesù così come riportato dai Vangeli? Ama il prossimo tuo come te stesso e Ama i tuoi nemici. Ciò che vedi negli altri è presente in te: LEGGE DEGLI SPECCHI.

Il prossimo tuo è te stesso e i nemici sono lo specchio delle tue parti doloranti. La relazione, qualsiasi essa sia, è un campo di allenamento del proprio sé. Cerca di sfruttare queste occasioni che la vita ti offre per poter mantenere la consapevolezza anche del dolore stesso che emerge.

Tu cosa ne pensi? Qual’è la tua esperienza?

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti. Autore di 3 libri e un e-book.
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