Spiritualità

Tra il manifestato e il non manifestato cosa c’è?

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Caro amico/a ciao,

con questo post voglio affrontare una tematica molto interessante e non semplice. Proverò a raccontarla con parole semplici e intuitive. La realtà fisica che ci circonda è molto attrattiva per noi esseri umani e sembra essere il punto focale della nostra attenzione. Per molti tutto finisce lì. La stanza in cui ti trovi in questo momento è costituita da mobili, arredamento, cose etc.. Potresti dire con certezza che la stanza è quello che contiene? Oppure c’è qualcos’altro?

Immagina la tua stanza soltanto con le pareti e il pavimento. Cambia molto vero? Ci sei tu e le quattro pareti.. Si è creato spazio che prima non vedevi a causa della pienezza della stanza. Concentrati sullo spazio della stanza oltre le quattro pareti. Fai fatica? E’ normale poiché non c’è abitudine. Lo spazio vuoto può spaventare poiché la nostra mente è abituata a riempire sempre, a dare forma, etichette, nomi. Ci è stato insegnato che la forma è ciò che esiste e nulla più. Noi siamo un corpo e una forma. La stanza è l’arredamento. Riempiamo il corpo di riflessi mentali (pensieri) e emozionali. Ci identifichiamo con questi. Dietro il manifestato cosa c’è? Dietro ogni forma c’è il vuoto, lo spazio assoluto, il NON MANIFESTATO. Ogni manifestazione reale nasce dal non manifestato.

Come scrive Giorgio Sangiorgio, in Il Fuoco segreto degli alchimisti:

Se si considera che l’Essere, determinato dalle coordinate dello spazio e del tempo, è sorretto dal Non Essere che invece ne è del tutto privo, e poi si aggiunge che questi due aspetti costituiscono un insieme indivisibile, si può dedurre facilmente che non è concepibile un l’ipotesi di un prima e dopo la creazione“.

Essere e Non Essere sembrano coesistere sempre. Eppure noi siamo legati molto di più all’Essere che si sostanzia nella realtà (collassata come si dice in fisica quantistica). L’essere umano ha essenzialmente due parti al suo interno: un’anima superiore e una inferiore. Una parte connessa con l’energia del Puro Spirito Universale (con Principio) e una parte incarnata connessa con la materialità.

Moltissimi sono ancora completamente invischiati con la parte inferiore e non riescono a creare un Campo di Coscienza (un corpo eterico) e di connessione con quella superiore. Nei sogni questo accade più facilmente: ci si muove senza i vincoli del tempo e dello spazio. Non ci sono punti di riferimento precisi tra ciò che è vero e ciò che non lo è. Tra interno e esterno non c’è separazione. Tutto sembra una sorta di coscienza dilatata e senza confini.

Eppure questa dimensione onirica è presente in maniera potenziale in noi. Occorre dilatare i campi percettivi, e sviluppare della capacità extra-percettive che ci permettano di entrare in contatto con i piani superiori.

In Alchimia si definisce Mercurio quella energia formativa, costituita di suoni primordiali (il Do) e pensiero puro senza struttura portante, che costituisce l’inizio del Tutto. E’ materia nera che da origine alla luce bianca e ai colori. Altissima concentrazione di calore e massa, suono non udibile dall’orecchio umano, invisibile agli occhi.

Attraverso una meditazione potrebbe essere possibile entrare in contatto con questo Fluido Mercuriale.

MEDITAZIONE DEL VUOTO DELLA MENTE

Rilassati e concediti 10 minuti di pace per poter sperimentare questa meditazione.

Sei in una stanza piena di oggetti e nella prima fase della meditazione puoi continuare a sentire la pesantezza della materia di questi oggetti. Così come continui a percepire l’andare e venire dei tuoi pensieri, le tue sensazioni corporee. Comincia respirando ritmicamente e consapevolmente a svuotare la stanza esterna di tutti i suoi contenuti. Immagina con l’occhio della mente, unicamente le pareti, nude e spogliate di ogni oggetto. Concentrati sullo spazio rimasto libero all’interno della stanza. Concentrati sul respiro che va e viene. Soltanto sul respiro e fai spazio dentro di te. Fissa la tua attenzione sugli intervalli esistenti tra un respiro e l’altro che sembra dilatarsi ad ogni ciclo di respirazione.

Ora attraverso questa pratica di liberazione dai contenuti interiori si crea una convergenza tra lo spazio esistente dentro e quello fuori. Un unico vuoto che confluisce. Riesci a entrare con consapevolezza, senza alcun timore, all’interno di questo spazio non manifestato che è ciò che è. Un unico Principio da cui deriva tutto ciò che si manifesta. E’ un’energia senza dimensioni e senza tempo limitato.

In questa Nuova dimensione c’è una profondità del sentire, un ampliamento delle percezioni, una comunione con il Tutto che non è affatto ordinaria.

Possiamo trovare questa unione che abbiamo smarrito da troppo tempo, avendo il coraggio di attraversare questi grandi spazi di ignoto in cui manca la solidità del contatto con la materia. In questa dimensione saltano i riferimenti ordinari e si va oltre la mente di superficie. Questo può spaventare, lo capisco, ma può offrire delle opportunità immense di dispiegare il proprio enorme potenziale.

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti. Autore di 3 libri e un e-book.
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