Risveglio di coscienza Spiritualità

COME FUNZIONA VERAMENTE L’ALCHIMIA? ALCUNI SEGRETI..

Bentrovato/a,

si sente tanto parlare di alchimia, di gestione alchemica interiore, di trasformazione alchemica. Alzi la mano chi sa esattamente di cosa stiamo parlando.. In effetti l’accesso all’alchimia è molto complicato: testi incomprensibili ricchi di metafore e simboli, esercizi indicati parzialmente, tantissimi libri solo storici, libri o informazioni incomplete o svianti, pseudo-scuole che non rispettano tradizioni, scuole inarrivabili. Insomma proviamo a mettere un pochino di ordine in questo enorme caos, anche perché c’è tanta voglia di conoscere intorno all’alchimia e i suoi misteri..

L’alchimia è la ricerca di un rapporto totale, intenso, profondo con noi stessi e l’universo. Un onesto percorso alchemico non ricerca grandi risultati dell’ego, appariscenti e fini a sé stessi.
C’è nell’alchimia una grande volontà di ripulirsi da tutti i meccanismi della personalità superflui, dalle pulsioni, emozioni negative e da una mente debole per costruire una connessione con il proprio nume o genio.
Nel percorso alchemico c’è bisogno inizialmente di una guida che accenda la fiamma interiore e di un gruppo che faccia da specchio e da cassa di risonanza per poter accelerare i processi di trasmutazione.

L’alchimia interiore, in particolare nel suo percorso lungo o medio lungo, è un viaggio al centro dell’essere.
Nella fase della Nigredo in particolare vi è una vera e propria cottura della parte più pesante della personalità e sublimazione dell’organismo ed il
raggiungimento di una diversa frequenza del campo energetico informativo, senza la quale è impossibile
procedere nell’iter di trasmutazione.
Vi è una cottura lenta che disgrega la personalità sciogliendo i complessi psichici e separando i singoli
moduli ricettivi espressivi. INIZIARE LA NIGREDO DAL CENTRO MOTORIO.

Il lavoro alchemico inizia dal centro motorio-istintivo e si concentra, sviluppando attrito e quindi fuoco metamorfico, su tutti i gesti meccanici e compulsivi (abitudinari).
E’ impressionante la scoperta di quanto siamo fatti quasi totalmente di reazione meccanica e impulso.
Come moltissime volte le nostre decisioni (sarebbe meglio scrivere “non decisioni”) siano condizionate dalla paura e dalla misera condizione dell’uomo medio. Una condizione compassionevole di precarietà mentale e fisica, schiavitù e dipendenza dall’esterno.

Che senso ha una vita ordinaria fondata soltanto sulla difesa del proprio territorio e sul mantenimento in vita di un corpo fisico privo di coscienza? L’obiettivo diviene arrivare alla fine della giornata, fine settimana, al fine mese, al fine anno ma si è già finiti! Dov’è l’essere umano con la sua coscienza?
Basta osservare cosa accade quando ci si sente minacciati nella stessa sopravvivenza per comprendere come questo puro istinto sia inesorabilmente forte. Come l’istinto sessuale fine a sé stesso oppure il desiderio di accumulo (di cibo e cose) sfidi la paura  della perdita e della morte. In questa condizione non osservata, in carenza di lavoro su di sé, si sopravvive giorno per giorno mantenendo l’esistenza su un piano pressapoco animalesco.

L’aspirante alchimista dovrebbe esercitarsi nell’arte del distacco da ciò che è stato (dal suo profilo anagrafico), cercando di sviluppare abitudini estranee ed in alcuni casi fastidiose per la personalità (che creino nuove connessioni neurali). Per fare questo occorre sentire di poter lasciare andare la propria identità anagrafica e chi si pensa di essere stati sino a quel momento.
Si attiverà il gioco delle maschere o dell’attore consapevole, in cui ruoteranno le varie identità mantenendo sullo sfondo una coscienza che diviene sempre più elevata con il tempo.

L’osservazione non giudicante sarà la nuova compagna di vita dell’aspirante alchimista.
Egli potrà focalizzarsi su tutti i suoi meccanismi di difesa, di chiusura, sulle sue nevrosi e tic, risentimenti, paure, ansie e angosce.
Quanti gesti a cui ci affidiamo giorno per giorno non sono voluti ma subiti? Quanti modi di dire, di muoversi e camminare, di reagire agli ambienti, sono condizionati e non scelti? Siamo veramente affezionati a questo ciarpame e pensiamo di non poterne fare a meno?
Tutta illusione, tutta illusione..

L’alchimista ricerca uno stile di vita impeccabile. Egli non si fa abbagliare dal luccichio del superfluo nella materia e ricerca l’essenziale.Non ha bisogno della quantità o dello sfarzo ma cerca la qualità. Non è affamato di riconoscimento ma basta a sé stesso. Non cerca appoggi o aiuti esterni ma sa che la strada se la costruisce con le sue mani trovando la saggezza strada facendo.
Non si abbatte di fronte a nulla e non si esalta quando ottiene le vittorie. Non si sente mai superiore a nessuno e affronta il mondo con compassione.
L’alchimista ricerca un rapporto vero con sé stesso e poi con tutto il mondo che lo circonda. Egli non si isola ma impara attraverso la relazione che reputa fondamentale.

Non cerca apparenza ma sostanza. Non cerca nessun onore e gloria ma è centrato sulla ricerca della saggezza. L’alchimista non disperde le sue energie nel parlare scorrettamente o troppo, inseguendo i sogni altrui, dando energie alle notizie o al chiacchiericcio.
Egli risiede nella vita essenziale con sobrietà, lucidità e autenticità. Rispetta sempre gli spazi di espressione altrui e i percorsi individuali.

Egli cerca la conoscenza e non il potere (anche se la conoscenza equivale al potere ma non vuole questo).
Non ha bisogno della ricchezza ma del decoro e conosce le leggi dell’abbondanza che sfrutta a suo piacimento.
Non usa i rituali ma la forza stessa della natura. L’alchimista si sveglia al mattino con un pensiero fisso che mantiene durante tutto il giorno:
come posso oggi sfruttare questa opportunità di vita per crescere interiormente e attrarre l’anima del mondo?

Egli conosce, osa e tace quando è il momento. E’ in grado di giocare con i suoi ruoli come fa l’attore con il personaggio.
Mantiene sempre accesa la sua fiamma nonostante i mille ostacoli. Non vede nemici ma opportunità.
Non si esalta né si abbatte. Non si da importanza né si sopravvaluta. Si conosce. Non ha attaccamenti perché sa che quella è la via..

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti. Autore di 3 libri e un e-book.
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