Risveglio di coscienza Spiritualità

Come faccio a mettere in pratica la spiritualità nella vita quotidiana?

Tratto dall’intervista rilasciata da Luigi Miano il 23 dicembre 2015 a formazionespirituale.org, sulla tematica della spiritualità oggi, nella vita quotidiana. L’intervista non è una trascrizione integrale.

F.S. Chi è Luigi?

Chi sono è la domanda più potente che un essere umano può porsi. Chiedersi chi sono fino allo sfinimento fa comprendere molte verità al di la dell’apparenza.

Ed è così che si capisce che c’è un Luigi personalità con il suo bagaglio di ruoli, credenze, esperienze umane, emozioni terrene etc.. personalità interessante, complessa, sensibile, curiosa. E poi c’è l’anima che potremmo anche chiamare Arturo o scegli tu.

E quest’anima è qualcos’altro di ben differente, perché è pura, è cristallina, è in cerca di evoluzione, è connessa con lo spirito. Quest’anima non vuole le stesse cose di Luigi. Non ha le stesse pulsioni, desideri. Magari quest’anima si interessa alle cose sotto un altro punto di vista, più sottile, eterico.

Sono due aspetti interessanti di un essere umano.D’altronde ho molto rispetto per la mia personalità perché mi permette di vivere qui e poter comunicare e farmi rispettare e ascoltare. E’ la mia tuta spaziale. Però è soltanto una tuta spaziale. Io non mi identifico nella mia tuta spaziale. Hai mai chiesto a un astronauta se pensa di essere la sua tuta spaziale? Sarebbe assurdo.

F.S. Cosa è successo quando avete scelto di avvicinarvi alla spiritualità?

La prima questione è decidere il quando. Perché io questo quando lo vedo un po’ sparpagliato ovunque. Perché sento che questo percorso spirituale è iniziato fin da quando ero bambino e mia nonna mi raccontava di sedute spiritiche e medium. Non è proprio il massimo di una elevata spiritualità ma per me è stato un inizio nel credere che non fossimo solo corpi che camminano. Non vedo confini, date, inizi.

Semmai potremmo parlare di un principio di risveglio come lo chiama il grande Maestro Eckart Tolle e allora so esattamente quando è accaduto. Ricordo il Momento come lo chiama Coelho e io l’ho chiamato Momento quantico. E so che quel giorno a cavallo tra il 2007 e il 2008 è accaduto qualcosa di sensazionale. Sono stato chiamato da entità angeliche (vi prego non prendetemi per folle) a cominciare un cammino di risveglio interiore e a mettermi a disposizione del prossimo per una vita di servizio.

E da li è successo che tutto è cambiato e nulla è stato più come prima. E’ successo che mi sono risvegliato all’amore e il mio interesse per la vita è cresciuto. Ho scoperto i miei doni e talenti. Ho cominciato a comprendere il funzionamento del mondo, della materia e dello spirito…e molto altro ancora.

F.S. Cosa è la spiritualità e cosa è nella vita quotidiana?

A me piace usare una immagine che utilizza spesso Aivhanov, il maestro bulgaro che ha fondato la Fratellanza bianca. Quando un albero cresce, va verso l’alto, i suoi rami si propendono verso l’alto e crescono nuove foglie e nuovi rami sempre più robusti. Ma allo stesso tempo accade che le radici vanno sempre più a fondo nel terreno e prendono più nutrimento. E l’albero si radica sempre più nella madre terra. Ecco così accade per noi quando facciamo veri percorsi spirituali.

Più andiamo su alla ricerca della connessione con lo spirito e più dovremmo andare nel terreno a cercare questo radicamento con la materia. Altrimenti saremmo campati in aria. Saremmo solo spirito ma non avremmo compiuto il nostro reale percorso spirituale.

Oggi vedo essenzialmente due categorie di persone: coloro che sono totalmente persi nei meandri della materia sulla base di concezioni e credenze completamente superate. Oppure gli spiritualisti puri che per spiegargli che serve azione pratica nella materia è una fatica enorme. In questo modo i percorsi sono incompleti.

Oggi siamo chiamati a divenire spirito e materia contemporaneamente.

Ed ecco che la spiritualità o meglio le leggi spirituali divengono delle leggi guida per la nostra vita quotidiana. Non c’è stacco. Non è soltanto contemplazione su un monte staccati da tutte le questioni materiali.

C’è comunque da fare una considerazione in ultimo. San Benedetto nella sua famosa regola ora et labora intendeva innanzitutto mettere in guardia i monaci che l’ozio totale non porta mai bene. Ma divideva perfettamente al 50% la giornata tra il lavoro materiale (per esempio negli orti) con la preghiera, la contemplazione etc. Questa cosa mi ha fatto molto riflettere. Forse questo 50% può essere una indicazione anche per noi? Forse che siamo in qualche modo costretti a trovare un equilibrio così forte nelle nostre vite? Molte volte mi sembra di essere sproporzionatamente dalla parte del lavoro sulla materia. Poi sono costretto a fermarmi per varie ragioni. Ma se fossimo noi a trovare un punto di equilibrio?

F.S. La spiritualità ha il potere di cambiare o guarire le ferite?

L’altro giorno leggevo la copertina di un libro di Morelli intitolato le ferite non sono per sempre. E sorridevo..perché non ne sarei così sicuro. Ci sono ferite così profonde, così totali nella sofferenza che non so..

Comunque sia la ricerca spirituale può aiutare a guardare meglio le proprie ferite. La questione delle ferite è così complessa, ricca di sfaccettature, sfumature. Che nonostante il mio lavoro di ricerca non sono ancora totalmente padrone della materia.

E’ difficile anche poter dire si io ho quella ferita con sicurezza. Perché sembra che noi siamo tutte le ferite. Io vengo al mondo e sono già ferito anzi sono ferito nel grembo e arrivo già con le ferite delle vite precedenti. Pensate che si possa fare un lavoro di catalogazione e ricette per le ferite? E poi quando sembra che queste ferite si stanno chiudendo ecco l’episodio che le fa riaprire. Non so è complicato. Io credo di essere passato attraverso almeno tre ferite: quella da abbandono, umiliazione e ingiustizia. Non so se la mia è stata una guarigione totale. So che una guarigione c’è stata. Perché ho guardato tanti episodi del passato con un occhio diverso. Credo che dobbiamo cominciare a entrare nell’ottica del perdono assoluto, che porta alla comprensione del significato profondo di un percorso terreno. Perdono e poi individuazione di un talento o capacità personale collegata alla ferita o alle ferite.

Adesso senza entrare nelle sistematizzazioni di questi talenti siamo noi a dover riconoscere quanto quella ferita ci ha fatto scoprire di noi stessi. Quanto quella ferita ha costituito la spinta per cercare dentro di noi risorse e motivazioni. Faccio un esempio. Io ho subito umiliazioni da bambino perché mamma non mi riconosceva nulla anzi mi denigrava. Io ho acquisito prima sulla spinta di un rabbioso riscatto sociale la voglia di sfondare di avere successo. Non sono affatto guarito dalla ferita però sta nascendo dentro di me una spinta alla valorizzazione dei miei talenti..

Io credo che da coach o da counselour (che oggi sono veramente dei punti di riferimento sociale) io possa far guardare le cose ai miei clienti. Il mio unico potere è aiutarli a far emergere tutto ciò che è seppellito per poterlo mettere davanti ai propri occhi. Cosa che non viene mai fatta perché si va avanti per automatismi.

F.S. La vostra vita è veramente cambiata? Le vostre ferite sono guarite?

La mia vita è totalmente cambiata negli ultimi 10 anni. E’ cambiata anche attraverso la sofferenza che è stata la spinta iniziale. Oggi ho decisamente più responsabilità e mi prendo più responsabilità. La vita mi da perché il mio essere si è allargato e si sta allargando. Ma io continuo a dare fino allo sfinimento. Sento molto il senso del sacrificio in senso elevato. Mi sento molto missionario.

Oggi quello che è cambiato moltissimo è l’osservazione della realtà. Non mi perdo nel sogno, non mi lascio ingannare, avvolgere dalle illusioni. So cosa accade e conosco molte delle leggi più importanti che regolano il funzionamento dell’universo. E so ormai con certezza che queste leggi sono perfette, sono orologi svizzeri e che conviene osservarle. Potrei predire molti andamenti delle vita altrui osservando come oggi le persone vivono e sentono. E’ così semplice.

Oggi mi prendo sulle spalle una missione importante che intendo realizzare individualmente ma soprattutto attraverso la nostra associazione Un nuovo mondo, che ha il compito di risvegliare le coscienze e incidere profondamente sul mondo. So che il compito non è dei più semplici ma non potrei più tirarmi indietro. Vi invito a visitare il nostro blog e cliccare in particolare sulla sezione della formazione spirituale Area spiritualità.

Ci sono tanti esseri umani che desiderano proprio oggi un cambiamento totale delle cose. Un mondo diverso: amorevole, sostenibile, fondato sul benessere, senza disparità. Ecco sappiate che questo è possibile e fidatevi della forza interiore e della fede che smuove le montagne.

Luigi Miano

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti. Autore di 3 libri e un e-book.
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