Risveglio di coscienza Spiritualità

COME NON FARSI SCHIACCIARE DALL’AMBIENTE

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Durante il periodo estivo proprio quando si cambia ambiente per un periodo discreto di tempo ci si rende conto di cose interessanti. Ritornando per esempio nell’ambiente famigliare di origine, in cui dominano certi campi mentali piuttosto pesanti, si sente la propria personalità regredire. Oppure possiamo riportare gli stessi accadimenti nell’ambito di un ambiente lavorativo.
Se per esempio in quell’ambiente umano domina una cultura di pesante giudizio, attaccamento estremo e paure della perdita.

Dopo una settimana, dieci giorni ci si accorge che la personalità comincia a funzionare così in omeostasi con l’ambiente. Quindi ci si rende conto che si parla un linguaggio simile, che si è propensi alla critica, che ci si sente minacciati nelle proprie cose e nel territorio. La personalità tende ad adeguarsi, come per una sorta di regola di sopravvivenza, all’ambiente in cui vive e si sviluppa. Non importa se si sia adulti e vaccinati (con del lavoro interiore di decenni), l’ambiente tende a omologare. LA PRESSIONE DEI CAMPI MENTALI è fortissima e tende a schiacciare verso il basso, dobbiamo cominciare con l’accorgersi che ciò stia avvenendo.

Da un lato si sente un forte attrito rispetto ad un ambiente che l’anima non sente consono (anzi in qualche modo ostile) e dall’altra c’è questa personalità che tende ad appiattarsi omologandosi.

ANIMA VS PERSONALITA’

Puntualizzo che queste caratteristiche dell’ambiente sono presenti sempre in noi (in potenziale espressivo) ma in quell’ambiente trovando terreno fertile tendono ad esprimersi con maggiore forza.

Questa riflessione ne apre un’altra ancora più incidente. Mi rendo conto di quanto sia profonda la programmazione in ogni nostra cellula, nella nostra mente, nell’inconscio. E chi sia vissuto per decenni in una cultura pregna di giudizio, di attaccamenti, di paure della perdita possa sviluppare inconsciamente le medesime attitudini. E quanto sia difficile rendersi conto di tutto questo.

L’AMBIENTE COMANDA

Certo se le cose stessero così tout court sarebbe estremamente triste e deterministico. Ciò significherebbe che colui che è vissuto a casa con degli illuminati sarebbe estremamente più avvantaggiato rispetto ad altri vissuti in ambienti arretrati spiritualmente. Naturalmente tutto in linea teorica..
Le cose sono più complesse di quanto possano sembrare, in primis perché non esiste ambiente perfetto ma ci sono sempre delle carenze e imperfezioni. Inoltre non si può pensare di puntare la propria esistenza su una personalità grossolana senza alcuna ricerca di un sé centrale che non sia influenzabile dai “venti mentali” di un qualsiasi ambiente.  Ci si sentirà sempre una banderuola esposta alle intemperie.

Cosa fare allora quando ci si trova ad affrontare ambienti che spingono verso certe direzioni comportamentali poco evolutive? Pensiamo ad un ambiente lavorativo in cui trascorriamo 8 ore oppure in famiglia etc..

Una puntualizzazione: non si tratta di fare le guerre ai mulini a vento cercando di trasformare certi tipi di ambienti. Lo specifico: non è questo l’obiettivo poiché molto complicato e richiedente una quantità di energie enorme. Il gioco non vale la candela. L’obiettivo primario è concentrarci su di noi in relazione a quell’ambiente e cosa esso suscita di meccanico nella nostra macchina. L’obiettivo è evitare questa subordinazione schiavizzante.

Non siamo condannati a subire l’ambiente ecco come:

1) accorgersi di ciò che sta accadendo e per accorgersi bisogna essere sempre vigili sulla propria macchina biologica. Osservare i movimenti meccanici fisici, di pensiero ed emozionali. L’accorgersi fa veramente la differenza e distingue un essere umano sveglio da uno addormentato. Potremmo chiedere a 10 persone cosa sta accadendo alla propria personalità mentre transita da un ambiente all’altro e soltanto 1 sarebbe in grado di fornirci una risposta sensata;

2) osservare con compassione (senza critica e giudizio ma comprensione) questi movimenti della personalità. Quante volte ho suggerito che la formula per trasmutare è la semplice osservazione non identificata. Sembra una formula banale ma è la chiave per una esistenza superiore ;

3) sentire che c’è qualcosa, un centro, che è oltre tutto questo e impegnarsi per nutrirlo. La nostra ricerca interiore dovrebbe puntare dritta al Centro di gravità permanente, il sé. Ossia quell’IO che va oltre le limitazioni dell’io biografico che è sfaccettato, sparpagliato e privo di forza. Il sé diviene il punto di riferimento in ogni frangente in particolare quando sentiamo che l’ambiente ci sta facendo retrocedere riportandoci sui vecchi meccanismi della personalità;

4) mettere impegno nel frenare gli impulsi ad agire in un certo modo, verso la via che sembrerebbe più agevole e spontanea- Questa dovrebbe essere una regola generale di vita. Prima di arrivare ad una condizione di vita consistente in una sorta di flusso quantico dobbiamo lavorare “contro” gli attriti della personalità. Qualsiasi cosa possiamo fare per svegliarci non sarà ben accolta dalla nostra personalità anzi..Poiché quel modo di essere e di agire non è comodo e richiede di uscire da condizionamenti neuro-associativi che ci rendono la vita semplice. Ci fa sentire al sicuro agire all’interno di bolle di comfort ma è la nostra condanna perché faremo la fine della rana bollita. All’inizio di un percorso di risveglio serve volontà, sforzo consapevole, metodo e applicazione. Mi dispiace ma da qui si deve passare. Per cui mettete da parte le ricettine da quattro soldi che promettono grandi illuminazioni attraerso la via larga ;

5) trascendere l’ambiente attraverso un pensiero illimitato e potente. Molti ambienti in cui viviamo quotidianamente tendono a schiacciarci come vermi verso una vita inconsapevole e meccanica. Il lavoro, la scuola, la famiglia, la chiesa ci vogliono al tappeto e striscianti. Noi pensiamo di pensare in realtà produciamo un ammasso di collegamenti neurali che producono bozze di pensieri scollegati tra loro. Non siamo in grado di pensare oltre la punta del nostro naso. Esercitiamoci a indirizzare questo pensiero, a sviluppare una potente immaginazione creativa positiva ed ecco che l’ambiente ci sembrerà ristretto, ininfluente nei nostri confronti.

Molte volte l’essere umano si sente vittima della propria biografia. Si sente sfortunato ad aver vissuto certe condizioni, aver avuto certi genitori etc. E’ troppo identificato in questo IO anagrafico che non è il vero sé. Questo lo dimentica e si perde in questa falsa verità.

Insomma è giunto il momento di un colpo di coda dell’essere umano che si erga oltre i limiti schiaccianti dell’ambiente e del sistema. Questo è il momento.

Fammi sapere se ti è piaciuto il post ed in nome dell’informazione consapevole che è ormai sempre più preclusa ti chiedo di condividere questo post.

 

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti.
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