Sostenibilità Spiritualità

La missione dell’anima non crea ricchezza!

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Ho letto e ascoltato da varie parti che seguire la propria missione e vision al servizio del bene collettivo sia qualcosa da cui può dipendere la ricchezza della propria vita (in senso materiale). Naturalmente sento di poter sconfessare questo ragionamento che sembrerebbe quasi logico-scientifico. Non è vicino alla realtà dei fatti.

SE HAI LA PAZIENZA DI SEGUIRMI TI SPIEGHERO’ PERCHE’ ————–

ALCUNE PREMESSE FONDAMENTALI

Precisiamo alcuni punti importanti per poter fare chiarezza su questo delicato argomento:

1) La propria missione personale non è legata a finalità speculative ossia dal momento in cui si comincia a programmare una speculazione non si è nell’ambito di una missione autentica ma di un bisogno narcisistico-egoico;

2) Il perseguimento della propria missione a beneficio del bene comune è un enorme sacrificio (non è una passeggiata o un semplice divertimento) che comporta rinunce, scelte coraggiose e molte volte contrarie al senso comune. Se abbraccerai la tua missione autentica (e la tua croce) non aspettarti ponti d’oro oppure plausi collettivi, anzi;

3) La missione ti sceglie e non sei tu a sceglierla. La sensazione è che si sia agiti da forze superiori che guidano questo impervio cammino. Si è sostenuti ma non si può tornare indietro anche nei momenti più complicati;

4) Non si inizia la propria missione pensando al tornaconto personale che è piuttosto scarno (se parliamo di benefici materiali). Difficilmente si trovano appoggi, sostegni anche finanziari e non si può speculare pena la perdita dei doni che si ricevono lungo il cammino;

5) La missione dell’anima è qualcosa di così profondo e a volte inclassificabile, intangibile che trovo ridicolo parlarne come se fosse un prodotto intellettuale;

6) Non ci si mette al tavolino progettando la missione dell’anima poiché essa nasce dal cuore ed è il frutto di una intuizione dello spirito.

Fatte queste dovute premesse torniamo all’argomento dell’incipit: legame ricchezza/missione dell’anima. Sostituiamo il concetto di ricchezza con quello di abbondanza.

Precisiamo cosa è l’abbondanza: “Avere sempre ciò di cui si ha bisogno in relazione ai propri scopi di vita”. Da dove nasce l’abbondanza? Da uno stato dell’essere da cui consegue uno stato dell’avere.

Perché la missione crea abbondanza?

Tutto ciò che noi produciamo come atto animico e del cuore, tutte le nostre azioni eseguite con amore producono abbondanza. Un dare autentico, pieno, incondizionato allarga il nostro essere e produce il senso di abbondanza nella propria vita. A quel punto parlare di ricchezza diviene superfluo e non solo.. Denota una carenza profonda, una paura di non farcela e un senso di bisogno sterile.

Se vivo nel cuore vivo nell’abbondanza.

Se sento il bisogno di raccontare la ricchezza in legame con la missione può denotare 2 cose:

1) Non vivo nel cuore ma nella sterilità dell’intelletto;

2) Ho paura di essere povero perché sono povero nell’essere (scusa il gioco di parole). Cerco quindi di convincermi che non sono povero proclamando la mia ricchezza materiale (vera o presunta). La giustifico con la missione altruistica di vita ammantandola di un significato spirituale. Ma la mia preoccupazione principale è: devo accumulare per non sentirmi povero e scacciare la mia paura di morire di fame.

Come già scritto: la missione dell’anima non produce ricchezza. Se nella vita stiamo producendo ricchezza materiale essa è connessa alla visione e missione dell’anima in maniera strumentale. Mi spiego meglio: se nella mia missione è previsto che io realizzi un progetto che richiede congrui investimenti economici c’è la possibilità che mi arrivino congrue risorse. Non intendere questo come accumulo di ricchezze in termini individualistici. Il denaro è una risorsa energetica che ha una sua finalità (è un mezzo).

Quindi prova a sganciare la tua missione dal profitto, dal guadagno, dall’arricchimento.. riesci a concepirla ancora? Ti senti deluso/a?
Questo potrebbe essere un ottimo test per comprendere cosa tu stia realmente conseguendo.

Se ti senti deluso proverei a riguardare il significato della missione. Se costruisco la mia visione e missione sulle fondamenta dell’avere l’intero edificio prima o poi crollerà (poiché le sue fondamenta sono fragili).

Mentre costruisco le basi della mia Missione dovrò lavorare sull’ESSERE e cominciare quindi ad AGIRE. Quindi l’essere si amplierà mano mano che agisco. L’AVERE non dovrà essere nella traiettoria almeno all’inizio poiché non quello l’attrattore energetico anzi scriverei che è il distrattore energetico.

L’AVERE che non è mai scontato nella qualità e nelle dimensioni (ed anche nelle tempistiche) è l’ultimo anello della catena ESSERE — FARE —-AVERE. E’ una conseguenza possibile. Ciò che crea movimento ed energia (e conseguente gioia) è l’essere imperniato nell’agire.

 

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti.
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