Risveglio di coscienza Spiritualità

COME EVITARE L’INFARTO DELL’ANIMA: 6 INDICAZIONI VITALI

COME EVITARE L'INFARTO DELL'ANIMA
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Ciao, prendo spunto dal bellissimo omonimo libro di Ruediger Dahlke per scrivere di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: l’infarto dell’anima.
Sosteneva giustamente Gurdjieff che noi veniamo al mondo con un potenziale d’anima che va sviluppato con un preciso lavoro interiore. Non possiamo dare per scontato che noi abbiamo un’anima e sappiamo manifestarla. Anzi.

Pochi esseri umani hanno un’anima. Nessuno ha un’anima, alla nascita. L’anima va acquisita. Coloro che non ci riescono muoiono: … Alcuni si danno un’anima parziale … E infine un piccolo numero riesce ad avere un’anima immortale …

Gurdjieff Georges Ivanovic

A giudicare da come è strutturata la nostra vita sociale sembra che tutto tenda verso un violento soffocamento della voce dell’anima. Non a caso Dahlke, che è un medico illuminato, scrive di infarto dell’anima: poiché già nell’infarto è racchiuso il grido disperato dell’anima inascoltata. Visto il numero così pesante di problemi cardiovascolari (al secondo posto dopo i tumori) e depressivi sembra che ci sia un grido dell’umanità che richiede di essere salvata nell’anima.


Nell’infarto dell’anima ci sono i sintomi di pesanti depressioni, il senso dell’inutilità, della vacuità dell’esistenza. E l’infarto dell’anima sembra essere collegato sia al burnout (sovraccarico lavorativo e dell’eccesso del fare) che al boreout (sindrome da sottoccupazione, disoccupazione). Quindi la questione non è cosa facciamo o quanto (in termini di ore) ma come lo facciamo e quanto ci sia della nostra autenticità. Posso essere un grande manager o imprenditore che ha successo lavorativo e arriva ai vertici del proprio settore e svegliarmi una mattina con il senso dell’inutilità totale. Oppure aver lavorato in una Pubblica amministrazione per 30 anni senza capire il senso di quel lavoro ed entrare nel pieno di una violenta depressione. Oppure potrei non avere un lavoro nel senso più tradizionale e sentire di essere pienamente nell’anima.

Naturalmente questo ragionamento presuppone che la nostra anima abbia bisogno di un significato. Perché se abbracciamo le teorie relativistiche del Tutto è uno e che nulla conta (figuriamoci uno scopo) tutto il discorso sull’infarto dell’anima non ha più significato. Sono certo invece che la nostra anima cerchi una direzione, una via pregna di significato. Noi abbiamo bisogno per nutrire le nostre anime che esse sentano una direzione di cuore.

“Ciò che l’uomo necessita davvero non è uno stato di mancanza di tensione ma piuttosto il lottare e sforzarsi per qualche obiettivo degno di lui. Ciò di cui ha bisogno non è alleviare la tensione a tutti i costi, ma la chiamata di un significato potenziale che attende di essere soddisfatto da lui.”
VIKTOR EMIL FRANKL

Vediamo i punti essenziali per evitare di fare crash nell’anima e trovarti in situazioni pericolose per la tua stessa vita:

INDICAZIONE VITALE NUMERO 1
Non tuffiamoci in un fare fine a sé stesso, stiamo attenti a come impieghiamo il nostro tempo. Ci viene richiesto oggi un impiego del tempo totale tranne che per noi stessi e per la ricerca interiore. Le pressioni ad impiegare totalmente il nostro tempo in un fare insensato sono grandi. E’ una trappola che pagheremo a caro prezzo. Il tempo (qualora si presupponga una sua esistenza che non sia soggettiva) va utilizzato come un bene raro e prezioso e non svenduto. Trascorrere 12 ore al lavoro, in un ufficio, a meno che non si tratti dell’impiego dell’anima (ma anche in quel caso ci sarebbe da discutere) è tempo buttato che rende vuoti. Non facciamoci trarre in inganno dalla trappola della vacuità del tempo libero.

INDICAZIONE VITALE NUMERO 2
Dobbiamo essere sinceri con noi stessi guardandoci negli occhi: stiamo vivendo ciò che sentiamo nel profondo oppure ci sentiamo costretti, inadeguati, ricchi di sensi di colpa, spinti da desideri inafferrabili? Abbiamo venduto i nostri valori, la creatività, i nostri sogni per un pugno di dollari? Siamo disorientati in cerca di direzione? Ok fermiamoci e cerchiamo di rispondere con sincerità a queste domande perché potrebbero salvarci la vita!

INDICAZIONE VITALE NUMERO 3

Troppe persone hanno immolato la propria esistenza ad un bisogno economico, troppe! La nostra società sta pagando uno scotto enorme a causa di questo sacrificio. Immolare l’esistenza significa immolare la voce della propria anima il che francamente è troppo! Non c’è prezzo che possa giustificare questo sacrificio. Fai lo sforzo di superare il significato di questo sacrificio che non è giustificato e comincia a manifestare la tua verità interiore anche se non sarai compreso. NON SVENDERE LA TUA ANIMA per un pugno di Euro o per le soddisfazioni dell’Ego!

INDICAZIONE VITALE NUMERO  4

La nostra società non premia le attività artistiche, creative e di sacrificio nei confronti del prossimo. Premia invece molte volte attività distruttive, poco ecologiche e corrotte. Ti chiedo di non farti influenzare dal contraccambio materiale. Cerca di avere essenzialmente due punti di riferimento: 

  • svolgere attività coerenti con il significato profondo della propria vita
  • sentire l’appagamento, la gioia, la totalità dell’esserci proprio nell’attività in sé

Non partire da ciò che potresti ottenere svolgendo una determinata attività, sarebbe estremamente sbagliato e ti porterebbe fuori strada. Quando abbiamo iniziato a svolgere l’attività dell’Aps Un nuovo mondo sapevo benissimo che non sarebbe stata lucrativa e non che non ci avrebbe ripagato materialmente. Sapevo però che stavo realizzando il progetto della mia anima. E questo mi ha dato gioia, pienezza interiore e significato. Ciò basta!

Oltre alle nostre attività bisogna mettere al centro della nostra esistenza delle relazioni amicali e sentimentali ricche di significato. Oggi si rischia di creare anche in queste una attitudine da usa e getta in cui tutto passa: ci si sposa e dopo un mese si divorzia, oggi sono amico tuo perché mi fa comodo e dopo qualche tempo ti getto nella pattumiera perché non mi va più..Anche qui va messo il cuore e il significato alla base della relazione.

INDICAZIONE VITALE NUMERO  5

Ciò che crea maggiori problemi allo sviluppo dell’anima è il fatto di vivere fuori dal QUI E ORA e l’identificazione. All’anima interessa uno spazio che sia fuori dalle ordinarie collocazioni spazio temporali ( o pazzo temporali come scriverebbe qualcuno). Seguire le indicazioni cronologiche della società dei consumi significa divenire un elettrodomestico al pari di un qualsiasi oggetto di uso comune. Dobbiamo trovare degli ambiti in cui possiamo esprimere liberamente il nostro essere totalmente nel momento presente. Inoltre l’identificarsi con un ruolo, con un mestiere fosse anche la strada della vita, con una relazione fino a collocarla al centro del mondo agevolerà l’infarto dell’anima. Avere una attività creativa appagante è fondamentale ma dobbiamo sapere che potrebbe terminare e dobbiamo farcene una ragione. Lo stesso per una relazione fosse anche la più completa e appagante. C’è un sé che è posto al di là di qualsiasi identificazione e che va coltivato.

INDICAZIONE VITALE NUMERO  6

Dobbiamo permettere all’anima di emergere creandole le condizioni. Oggi siamo immersi nel delirio tecnologico e nel caos delle grandi città. Non c’è cosa peggiore: smog, rumori, dipendenza dalla tecnologia, continue distrazioni, eccesso di stimoli, mancanza di concentrazione. INSOMMA TUTTO TENDE VERSO L’INTERRUZIONE DI UNO STATO DI FLUSSO. La tecnologia è un mezzo stupendo che ci permette di fare molte cose in breve tempo e di raggiungere numeri impressionanti di persone ma non appartiene all’anima. L’anima cerca la quiete, il contatto fisico e lo scambio emotivo-cardiaco, cerca spazi di libertà come potrebbe essere nelle libere campagne, l’anima cerca un ambiente pulito. Dobbiamo fornirle gli strumenti per potersi esprimere: quindi staccare la tecnologia periodicamente, andarsene nel verde, sviluppare relazioni fisiche e reali, studiare, contemplare etc. In queste situazioni la nostra anima canterà con gioia e lo avvertiremo subito poiché sentiremo un flusso di gioia inaspettato e incondizionato.

 Oggi mi piace definirmi Partigiano dell’anima poiché così mi sento. I partigiani difendevano la nazione dall’invasione tedesca, così violenta e oppressiva e lo facevano a costo della propria vita. Io sento di voler difendere i confini delle nostre anime poiché c’è una continua invasione degli spazi che dovrebbero essere dedicate ad esse. Dedicherò il resto della mia esistenza a questa missione.

Buona anima allora e se ti è piaciuto il post perché non lo condividi?

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti.
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