Risveglio di coscienza Spiritualità

Come essere DIVERGENTI, camuffati e felici

divergenti, camuffati e felici
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In questo post voglio trarre spunto da un film geniale del 2014 ma che sembra scritto ora: DIVERGENT e riprendere alcuni aspetti rilevanti del film The Matrix. Voglio usare questi due geniali film per costruire la storia di un personaggio che si conforma alla realtà del presente ed uno invece che cerca di creare una identità DIVERGENTE. Da questo post viene fuori un intreccio avvincente. SEGUIMI.

Ecco una parte della trama in sintesi:
In un imprecisato futuro post apocalittico, per mantenere la pace, le persone di Chicago, a seconda del proprio carattere, vengono inquadrate in cinque fazioni:
Abneganti (conducono una vita semplice e altruista, e per questo loro comportamento, sono a comando del governo);
Pacifici (credono nella felicità e nell’armonia e si occupano di produrre cibo per la popolazione);
Candidi (perseguono onestà e verità, e per questo vengono loro affidati i tribunali e la legge);
Intrepidi (dal carattere coraggioso e spericolato, sono i protettori, i soldati e i poliziotti);
Eruditi (perseguono la logica e la conoscenza, sono insegnanti, scienziati e dottori, si dedicano alla ricerca e alla cultura).

Gli abitanti nascono in una fazione ma possono scegliere, all’età di sedici anni, la fazione a cui appartenere in base alle proprie preferenze, e sono aiutati in questa scelta da un test attitudinale. Chi non lo supera è un Divergente e viene ucciso, perché considerato una persona poco controllabile e perciò destabilizzante per la società. Chi viene rifiutato dalla fazione scelta, perché considerato non in grado, diventa automaticamente un Escluso, una classe di poveri emarginati.
La trama si fa poi complessa perché subentrano storie di microchip, complotti etc.

Innanzitutto chiedo a te lettore se riusciresti a collocarti all’interno di una categoria. Io per non essere ucciso mi collocherei, recitando consapevolmente, tra gli Eruditi essendo insegnante. Ma la mia vera natura sarebbe da DIVERGENTE, quindi sarei spacciato.

Insomma il film da queste tre chance che sembrano essere una peggiore dell’altra:
1) Essere inquadrato nella fazione con tutte le conseguenze negative del caso (omologazione, perdita della spontaneità, controllo sociale etc.)
2) Divenire un escluso, un reietto della società e lasciato ai margini;
3) Venire classificato come divergente ossia un pericolo per il sistema che va soppresso.

Trovo il film geniale perché realistico (fatte le dovute proporzioni). Potrai ribellarti a questa idea ritenendola ripugnante poiché il film è “solo” fantascienza. Ricordi il film The Matrix? Per anni ci è stato raccontato che era un film di fantascienza salvo rivelarsi una fotografia simbolica della realtà che viviamo sulla Terra.

A proposito di The Matrix
Thomas A. Anderson (il protagonista) è un giovane impiegato alla MetaCortex (letteralmente oltre la corteccia), un’azienda di software, ed è noto per essere un uomo altruista e rispettoso della legge. In realtà Anderson ha una seconda vita: usando le sue abilità di programmatore fuori lavoro, ha venduto software illegali a hacker e ad altri criminali. Durante queste attività segrete è conosciuto con il nome di Neo.
Thomas A. Anderson viene chiamato sempre con il nomignolo da hacker dal punto in cui viene liberato dal mondo fasullo di Matrix da Morpheus, tranne dallo spietato Agente Smith il quale lo chiama “Signor Anderson”. In seguito alla sua morte virtuale, e al suo risveglio nel vero mondo, viene a conoscenza di essere l’Eletto, colui che salverà il genere umano dalla schiavitù delle macchine.
Thomas Anderson programma software: da un lato quello che l’azienda gli “ordina di produrre” e in segreto programma software “illegale”. Molto emblematico anche questo. Da un lato la programmazione lecita e dall’altro una programmazione che viola la legge. L’Hacker viola sistemi ordinari.

Anderson vive una vita apparentemente ordinaria, conforme ad un modello, ad uno schema. Questo può accadere a ciascuno di noi. In fondo il Sistema chiede questo: un addomesticamento, una vita ordinaria nel rispetto delle norme sociali, un lavoro come tanti altri in cui non si spicca. Insomma un modello potenzialmente repressivo, frustrante e “castrante” e soprattutto inoffensivo per la sopravvivenza del Sistema Matrix. Questo è un ruolo in cui ci riconosciamo e molti ci riconoscono.

Anderson lavora nel suo buio e desolante appartamento, da alchimista, alla produzione di software illegale, cercando la Pietra filosofale. Quindi cerca strade alternative al modello violando la legge, cerca strade interiori alternative. Se cerchiamo strade alternative in qualche modo stiamo violando le regole e diveniamo dei fuorilegge. Creiamo un’identità alternativa che sembra aderire di più alla nostra anima ma facciamo tutto questo clandestinamente. Sembra una realtà da film ma quanti di noi stanno operando in questo modo?

Tipico dell’esoterista o alchimista che lavora per la costruzione di un “corpo dell’anima” è darsi un nuovo nome che aiuti a destrutturare la pesantezza di un vissuto biografico. Anderson per gli hacker è Neo, anagramma di ONE (Uno). The One è un’altra persona rispetto all’impiegato modello della MetaCortex poiché scopre moltissime sorprendenti facoltà. Ma il Mr. Smith di turno è in agguato. Egli rappresenta il Sistema, l’ordinarietà, il conformismo sociale, la meccanicità che spinge per adeguarsi e seppellire l’anima. Non a caso Mr. Smith non chiamerà mai Neo con il suo appellativo ma sempre con il suo nome anagrafico. Mr. Smith non può legittimare una coscienza che spinge fuori dal recinto che ci è stato costruito intorno fin dalla nascita. Siamo circondati di Mr. Smith: possono essere i nostri parenti più stretti, gli insegnati, i nostri vicini di casa. Insomma coloro che ci circondano quotidianamente.

Con il tempo possiamo divenire dei Neo che si muovono nell’identità di Anderson sapendo di non essere Mr. Anderson.

Sembra un gioco schizofrenico ma è una ricerca profonda del nostro essere. Neo non è un’identità come un’altra, non è uno scambio di un nome con un altro ma viola l’anagrafica e diviene un ponte con l’assoluto. Sappiamo allora di recitare mantenendo il senso potente del nostro essere. Ci muoviamo allora sul palcoscenico del The Truman Show con la leggerezza dei grandi attori mostrando soltanto il volto che il Sistema vuole guardare. Ci muoviamo, sorridiamo, svolgiamo i nostri compitini con quella consapevolezza profonda di essere sul palco in una realtà olografica.
Quando in una scena del film Mr. Smith chiede a Neo perché lo fa pur essendo spacciato egli semplicemente risponde: “perché così ho scelto”.

Ritorniamo a Divergent che è la storia segreta dell’attuale civiltà. E’ la panoramica di come veniamo allevati e trattati. Dei ruoli che ci vengono attribuiti per schiacciare il libero arbitrio e il potere personale.
Faccio un esempio tratto dalla vita di tutti i giorni.

All’interno della scuola (ufficiale) un divergente come viene trattato? Viene classificato come bambino o ragazzo “problematico” che deve essere schedato e trattato adeguatamente (anche a livello farmacologico). Oppure pensa ancora ad una persona particolarmente “libera” dagli schemi come viene trattata? Generalmente si parla di questo individuo come un matto emarginato. Oppure vogliamo parlare degli artisti? Sembrano essere una categoria a parte (quasi aliena e che vive una vita speciale) e quindi emarginata.

Una volta collocati nella fazione ossia determinate dall’esterno le nostre caratteristiche morali e della personalità diveniamo schiavi di questa categoria. Noi siamo gli impiegati modello, gli insegnanti, i giusti, le brave persone e lo saremo fino alla morte. Se dovessero emergere delle “devianze” rispetto al modello omologante rischieremmo il linciaggio sociale.

Mi rivolgo a te Divergente che sa di esserlo (o almeno sospetta) o Mr. Anderson che si sta trasformando in Neo: sii scaltro, vigila, di soltanto l’essenziale, camuffati. Se possibile entra in un modello e recita consapevolmente sapendo di essere dentro un divergente inguaribile. Agisci da divergente pur stando all’interno della fazione.

Noi divergenti non siamo affatto apprezzati essendo degli iniziatori di una specie derivata. Diamo fastidio, sembriamo impazziti, fuori dagli schemi. Resisti, non mollare, non lasciarti andare alle abitudini della maggioranza.

Forza fratello o sorella, non sei solo/a!

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti.
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