Risveglio di coscienza

DAL BOOM TECNOLOGICO AI CIRCOLI DEL DIALOGO

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Ciao, con questo post voglio affrontare una tematica “scottante” e che mi sta particolarmente a cuore: la comunicazione tramite la tecnologia e quello che sarà il prossimo futuro. Oggi diamo per scontati i nostri strumenti tecnologici e la comunicazione digitale. I nostri Smartphone, portatili, i social, WhatsApp. Un sistema di comunicazione digitale inebriante, che ci fa sentire tutti apparentemente vicini come mai è stato.

Chiaramente non pensiamo che le cose potrebbero drasticamente cambiare e ci affidiamo totalmente a questi sistemi di comunicazione. Ci svegliamo, controlliamo i nostri messaggi sui vari gruppi, le e-mail, la nostra pagina Facebook etc.. Sembra tutto così semplice, efficace, immediato..
Un sistema che sembra perfetto e che potrebbe soltanto migliorare.

Qualche giorno fa ho chiesto a un mio conoscente se pensa che le cose saranno sempre così e mi ha risposto testuale: sarebbe come tornare dalla macchina al cavallo!

Ma, c’è un MA grosso come una casa, cosa ti fa pensare che le cose potranno andare avanti ancora per molto? Pensi di poter comunicare a lungo qualsiasi cosa in libertà senza alcuna interferenza?

Quando la posta si alza il sistema tira su le antenne e vigila pesantemente. Cosa che sta puntualmente accadendo.
Pensa in primo luogo ad una cosa:

TU NON SEI IL PROPRIETARIO DI QUESTI SISTEMI.

Quindi se Facebook decide di chiuderti l’account tu rimani con il cerino in mano, se il gestore del tuo hosting ti cancella il blog cosa pensi di fare? E se WhatsApp diventasse un sistema a pagamento penseresti ancora di utilizzarlo? E se intervenisse una pesante censura sui tuoi messaggi?

Insomma questa macchina di comunicazione digitale che abbiamo utilizzato negli ultimi 15 anni ha dei forti limiti poiché non è gestita direttamente da noi.

Personalmente ho cercato di non farmi gestire dalla macchina dei social ma di gestire io la macchina. Questa mia azione di consapevolezza mi sono reso conto che urta fortemente gli algoritmi del social. Fino a quando si scrivono cose generiche o lette da una piccola nicchia va tutto bene. Nel momento in cui ciò che scrivi è fortemente destabilizzante, risvegliante e seguito da un numero cospicuo di persone allora si alza il segnale di allerta e le cose cambiano. Allora tutto diventa più difficile.

Possiamo scegliere allora di continuare a seguire la corrente e pensare che nessuno potrà mai interferire con la tua comunicazione digitale, affidandosi a questo scintillante mondo tecnologico che tanto ha fatto per noi.

Ma ti avverto:
E’ UN’ILLUSIONE CHE POTRAI PAGARE A CARO PREZZO.
Oppure bisogna seriamente pensare a degli scenari alternativi: un PIANO B efficace.
Alcune osservazioni preliminari al piano B:

1. Si nota una tendenza di cui parlano alcuni esperti di social media e comunicazione digitale. Le comunicazioni si stanno spostando verso una modalità più privata. Si posta sui gruppi chiusi o segreti, su Messanger oppure su WhatsApp. Forse perché ci si sente più protetti nella propria privacy. Scritto per inciso: LA PRIVACY NON ESISTE, tutto è catalogato, archiviato e utilizzato. Quindi non esiste luogo privato. Ma è molto interessante questa tendenza poiché sottolinea una delicatezza delle informazioni che oggi vengono scambiate e un sentirsi osservati dall’occhio del grande fratello;

2. La tecnologia sembra apparentemente aver costituito un progresso ma ha creato molti danni. Ci ha resi dipendenti, ci ha in parte fatto perdere il senso delle relazioni sostituendole con dei surrogati, ci ha impigriti, ci succhia una infinità di energie alimentando le batterie di una vera e propria Matrix globale. Prova a superare l’impatto choccante dell’idea di non avere più a disposizione questi strumenti da un giorno all’altro e a guardarla sotto un differente punto di vista. Quanto recupereremmo delle nostra facoltà originali di esseri umani: empatia, socializzazione, capacità di comunicazione? Quanto questo evento ci spingerebbe ad uscire fuori dalla prigione tecnologica in cui ci siamo segregati?

3. Quanti fraintendimenti, quanta aggressività inutile emerge attraverso le comunicazioni digitali? Quanto energia sprecata? Quante informazioni preziosi diffuse indiscriminatamente in maniera pericolosa?

4. La qualità di ciò che viene pubblicato in rete è mediamente molto bassa: c’è poca riflessione, elaborazione culturale e studio. Molte volte si prendono per buone informazioni fasulle, infondate e poco analizzate. C’è tantissimo trash, violenza, pedo-pornografia.
Facebook, tanto per fare un nome, censura contenuti risveglianti e lascia online video di sevizie, violenze orribili, mutilazioni, eccidi. Ci sentiamo furbi non guardando i Tg e ci ritroviamo in un calderone obbrobrioso di informazione fasulla e negativa. Non può costituire la nostra fonte di informazione principale: per cui ricominciate a leggere e studiare libri prima che sia troppo tardi!

5. Questa dipendenza e ossessione tecnologica ci svuota energeticamente e nutre qualcun altro. Una sorta di Matrice artificiale non creata da noi (e da chi?) che si alimenta delle nostre connessioni tecnologiche. Nel frattempo noi ci svuotiamo della nostra umanità! Sveglia.

PASSIAMO ORA AL PIANO B:

La comunicazione dovrà divenire privata, non faccio riferimento a ciò che abbiamo mangiato il giorno prima oppure se abbiamo incontrato la donna o l’uomo dei nostri sogni, oppure che ci siamo svegliati storti. Parlo di comunicare informazioni relative al nostro risveglio di coscienza: quello che il sistema teme maggiormente. Dobbiamo incentivare luoghi di incontro privati salotti, circoli esoterici in cui ci sia vero e libero scambio. Abbiamo la necessità di guardarci negli occhi e sentire le nostre anime palpitare.

David Bohm, fisico di cui ho una enorme stima, ha dedicato l’ultima parte della sua vita alla creazione di circoli del dialogo poiché riteneva che soltanto il dialogo potesse risollevare l’essere umano. Riprendo la proposta di David Bohm: CREIAMO CIRCOLI DEL DIALOGO.

Sui social, su WhatsApp non c’è nessun tipo di dialogo ma egocentrismo, narcisismo, auto affermazione e protagonismo personale. Quando scriviamo qualcosa manca il senso del servizio e c’è aspirazione ad essere delle star. Ciascuno pensa che a tutto il mondo possa interessare cosa ha mangiato o che ha fatto un viaggio oppure che si alzato con il naso che cola. CHI SE NE FREGA!

Poi accade una cosa sconcertante: le stesse persone che comunicavano digitalmente in maniera sciatta e frettolosa, conosciute personalmente, sono in grado di elevar il pensiero e poter dialogare profondamente. Abbiamo bisogno di comunità fisiche e non digitali, di connessioni da cuore a cuore e non da bit a bit.

Ci stiamo arrivando e ci arriveremo quando comprenderemo che la tradizione è sempre stata orale. Cominceremo prima con il comunicare per pochi attraverso un linguaggio criptico e metaforico. Successivamente soltanto da bocca a bocca.
Qualora, un giorno, non ci dovessi più trovare sul web potrai venirci a trovare di persona.
E così sia.
Se ti è piaciuto questo post ti chiedo cortesemente di condividerlo (finché sarà possibile..).

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Luigi Miano
Luigi Miano
Life e Spiritual Coach, ricercatore nel campo dell’evoluzione e della consapevolezza dell’essere umano. E’ impegnato da anni, nello studiare e mixare conoscenze di ogni epoca e provenienza e creare percorsi divulgativi e di liberazione interiore accessibili a chiunque. E' dotato di forte senso pratico e la sua missione è quella di fornire strumenti di applicazione quotidiana. Il suo è un linguaggio semplice, ricco di metafore ed accessibile a molti.
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